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    5015 Km A Spasso in Europa

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    Aquila Gigliata
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    5015 Km A Spasso in Europa

    Messaggio  Aquila Gigliata il Mer Dic 30, 2009 12:49 pm


    5015 km a spasso in Europa





    Ebbene sì , sono tornato, poco rinfrancato dalle notizie di Danny sul
    nostro raduno. Mi sembra doveroso avvertire i nostri più cari amici che
    il permesso tanto bramato per il parcheggio in P.zza Signoria non ce
    l'hanno dato....ma studieremo qualcosa...il tempo di rimettermi in
    careggiata .... tante sono ancora le cose da fare e da studiare..., ma
    non intendo assillarvi oltremodo....anzi temo che a fine raduno
    consegnerò le mie dimissioni...per stress
    post-rientro...ehehehehe...vedremo.
    Il
    viaggio in Europa, il primo a cavallo della mia Heaven è andato bene.
    Sostanzialmente bene, la moto si è comportata egregiamente, tanto per
    calmare le malelingue che straparlano della Guzzi , ma che non si
    azzarderebbero mai a fare quel che ho fatto io con altre moto... o lo
    farebbero con mille preoccupazioni e difficilmente da soli !! Unica
    cosa che ha smesso di funzionare varcato il confine svizzero-italiano
    al ritorno è stata la lampadina del contakm.
    Non so scrivere poesie
    nè racconti , ma sono abbastanza tedioso nello scrivere
    resoconti....per cui cari amici miei eccovi la buon vecchia
    ribollita...pesante sì...ma ricca di sapori......

    Andata
    Prima Tappa: Firenze-Udine (440 km) - 31 Luglio 2006
    Partenza da Firenze (Sieci) - ore 16:30
    Arrivo a Udine (Campeglio) - ore 21:15 circa


    Sarebbero
    state più utili le Metzler anzichè le nuove Pirelli Demon Sport che
    avevo appena fatto mettere dai nostri cari amici di Devil Gomme. La
    moto non era più una moto, ma un carro armato: Artigianalmente avevo
    assemblato posteriormente un portapacchi con due asticelle di acciaio
    parallele e un tavola di compensato come distanziatore per poter
    poggiarci sopra un borsone 1m x 40cm x 35cm. Le borse laterali erano
    piene di utensili da campeggio, la maggior parte superflui ....ma non
    avevo programmato fin dall'inizio di partire da solo, per cui al
    momento della partenza mi sono dovuto arrangiare con maggiore carico,
    spartito nel miglior modo possibile. Sopra le borse poggiava da una
    parte la tenda, dall'altra i 2 sacchi a pelo ( la Sara mi avrebbe
    raggiunto l'ultima sera del raduno direttamente in Danimarca, per
    motivi di lavoro), La borsa serbatoio dava equilibrio al peso
    posteriore contenendo utilità da viaggio, quali guanti extra, tuta
    impermeabile, bandane ecc ecc, i paletti per la tenda, belli pesi, la
    pompa per gonfiare.... il materassino matrimoniale...... ingombrante,
    pesante, ma tanto comodo dopo circa 2000 km in moto. Danny (Antonio di
    Vita) è venuto fortunatamente a darmi una mano e ad augurarmi buon
    viaggio. Un viaggio allietato da buona musica, dopo avermi scaricato
    circa 250 canzoni sull'mp3 ...stavolta viaggiavo meglio organizzato
    delle mie passate avventure....e mi teneva compagnia per la mia
    andatura appesantita ...non sono mai andato così piano in vita mia.
    Bastava quel poco per prendere la mano comunque sia.....dopo il tratto
    appenninico, la moto andava che era un piacere ed io ero soddisfatto
    del fatto che bene o male ero riuscito a trovare un buon equilibrio per
    tutto. La prima tappa non mi avrebbe concesso soste se non per il
    rifornimento, tutta autostrada fino ad Udine, dove i parenti mi
    attendevano con un pò di buone cibarie e un letto caldo.

    Seconda Tappa: Udine-Munich (430 km) - 1 Agosto 2006
    Partenza da Udine (Campeglio) ore 9:30 circa
    Arrivo a Munich - ore 17:30 circa


    La
    prima tappa mi aveva messo di buon umore, ma certo non sapevo che cosa
    mi avrebbe aspettato il giorno successivo: bastava aprire le finestre
    per capirlo.
    Acqua a scroscio, dovevo attrezzarmi bene, e non sarebbe comunque bastato , nonostante tutto.
    Ricoperto
    tutto il bagaglio con grossi sacchi della nettezza doppi, sembrava più
    un cassonetto che una moto, brutti da vedere ma utili per non fare la
    muffa!! Lo stesso per il sottoscritto: sacchi della nettezza ai piedi,
    accorgimento che non ho seguito nelle tappe successive... a mio
    malgrado. Tuta impermabile della tucano, spessa, soffocante, ma
    abbastanza funzionale.
    La sera prima mi ero sentito con Christian di
    Udine, caro amico guzzista, che aveva pensato bene di saltare le ferie
    stroncandosi 2 costole, tanto la sfiga delle compagnia mancata si era
    abbattuta ben bene: dovevamo essere in 5, ma ripeto la sfiga aveva
    risparmiato solo me, riservandomi comunque un viaggio all'ammollo.
    L'appuntamento con Christian era lì vicino, a Cividale, la strada era
    bella sporca, per colpa del vento e dall'acqua che colava a fiume...
    tanto valeva provare a vedere come si comportava Heaven sovraccarica...
    niente da eccepire: ottima....Un buon caffè con l'amico sfortunato e in
    men che non si dica, ore 10:30 ero già in marcia sull'autostrada ,
    direzione Austria. Il viaggio è andato abbastanza bene, umido ma buono,
    il fatto che ci fossero più gallerie che altro, mi ha fatto prendere
    meno acqua...e riscaldato coi fumi dei camion....non profumavo
    esattamente come un Pino Silvestre... ma almeno stavo bene fisicamente
    (tanto ero abituato allo smog di Firenze!!!). Il viaggio è durato
    tanto, perchè avevo una fame da lupi e mi sono letteralmente sbracato
    ad una stazione di servizio prima di arrivare a Salzburg. Chiaramente,
    per le condizioni climatiche non proprio positive, anche la seconda
    tappa era passata fisso sull'autostrada. Arrivato a Munich , ero
    stanco, assetato, affamato....per cui appena ho trovato un albergo con
    parcheggio privato, onde non disfare completamente il bagaglio, mi sono
    diretto alla ricerca di un luogo ove sfamarmi. La giornata era stata
    tosta, ma non ero manco arrivato a metà......fortunatamente messaggi da
    tutta Italia, da amici, parenti e dalla Sara...mi davano il coraggio
    necessario per affrontare il viaggio tutto solo..., ma speravo sempre
    che avrei trovato altri compagni di viaggio... difatti...

    Terza Tappa: Munich-Hamburg (725 km) - 2 Agosto 2006
    Partenza da Munich - ore 9:15 circa
    Arrivo a Hamburg (Soltau) - ore 19:00 circa


    Sole
    alla partenza, già prometteva bene, o almeno speravo....dopo una buona
    colazione tipicamente deutch con formaggi e affettati, caricata la
    borsa serbatoio e tirato i ragni, già mi accingevo a prendere
    l'autostrada per Hannover. Avevo deciso di metterci 4 giorni, divedere
    il percorso in tappe di 400-450 km l'una per non stancarmi troppo. La
    pioggia aveva già ricominciato ad accompagnarmi, unica vera compagna
    fino a Munich...e poco oltre. L'asfalto tedesco era terribile, l'acqua
    non filtrava, formava fiumi su di esso trattenendosi in superficie,
    l'aquaplaning era un rischio che non volevo correre assolutamente,
    oltretutto che gli interminabili lavori lungo l'autostrada elevavano il
    rischio a livelli astronomici: si sa che effetto facciamo le striscie
    gialle o bianche se bagnate pesantemente....diventano veri e propri
    scivoli.
    Di motociclisti se ne vedevano sporadicamente. Alla mia
    prima sosta vidi passare una Guzzi.....una Guzzi???...eh sì sembrava
    davvero....un Jackal. Decisi di riprenderlo, senza ammazzarmi, andando
    sempre a buona andatura ma con criterio. Lo ripresi, vidi che era di
    Reggio Emilia, lo affiancai e gli chiesi se in caso andasse al raduno
    in Danimarca, potevamo fare la strada assieme e dividerci eventuali
    spese. Sembrava entusiasta dagli occhi.....era coperto peggio di
    me....Incredibilmente smise di piovere...la sfiga si era per un attimo
    messa da parte...e fummo in grado di cambiare marcia, più veloce...e di
    goderci il paesaggio, uscendo dall'autostrada per una trentina di km di
    curve. La moto beveva un poco, ma comunque meno della moto di Stefano,
    in arte Joker...affiliato al gruppo delle teste quadre. Per cui da lì a
    breve abbiamo fatto la conoscenza davanti ad un terribile caffè ad una
    stazione di servizio in un paesino vicino Hannover.....avevo fatto
    quasi 400 km e non me n'ero manco accorto. Il cielo stava
    rannuvolandosi e cominciava a fare freschino, decidemmo perciò di
    riprendere l'autostrada in direzione Hamburg e di fermarci quando non
    ne potevamo più.....Joker era il perfetto viaggiatore, con cartine
    dettagliate e conoscenza personale della zona, abituato a girare in
    lungo e largo l'Europa per non perdersi neanche un raduno
    d'oltralpe.....mi ha fatto sorridere un suo pensiero detto poco dopo
    aver fatto conoscenza: " Ancora non capisco perchè sono così attratto
    dai raduni dei nostri amici stranieri, non parlo le lingue fuorchè
    l'inglese masticato....continuo a parteciparvi proprio perchè ancora
    non so il motivo per cui lo faccio"........ Siamo usciti
    dall'autostrada poco prima di Hamburg a Soltau, un caratteristico
    paesino tedesco, accolti da 2 camper di "Love girls"....e tanto di casa
    a luci rosse davanti all'albergo....per lo meno avevamo
    compagnia.......ma sinceramente la stanchezza ha mosso solo le nostre
    fauci .......anche la terza tappa era passata...saremmo arrivati a
    destinazione con un giorno di anticipo sperando di trovare qualcuno ad
    accoglierci.

    Quarta Tappa: Hamburg-Engesvang (425km) - 3 Agosto 2006
    Partenza da Hamburg (Soltau) - ore 8:45 circa
    Arrivo a Engesvang - ore 15:45 circa


    L'ultima
    tappa è iniziata con la pioggia, tanto per cambiare....oramai eravamo
    abituati. La temperatura era calata notevolmente anche se le giornate
    si allungavano altrettanto velocemente più salivamo attraverso
    l'Europa. La sera prima c'era ancora una buona luce fino alle 21:00. Il
    paesaggio cambiava sotto i nostri occhi, dai prati e foreste verdi
    della Germania passammo alle praterie e foreste di abeti della
    Danimarca in men che non si dica. Autostrade dritte e veloci, una marea
    di motociclisti che salutavano tutti , ma proprio tutti....quasi da
    rendere necessaria una protesi con le dita a V. Vedere una targa
    italiana era impossibile.....ed era un bene per me.....non sentivo la
    mancanza dell'Italia se non per il caffè e il cibo......mi ero lasciato
    lavoro, famiglia ,casini, e organizzazione del raduno alle spalle...mi
    mancava la Sara...ma l'avrei rivista il
    sabato.....fortunatamente....ero in sella alla mia Guzzi e non sentivo
    più niente...se non il suo rumore....avevo staccato anche la musica.
    Eravamo fradici, ma nè stanchi nè affamati, il tempo era volato.....le
    indicazioni scaricate da internet erano perfette, anche se ancora non
    era stato attaccato nessun cartello per il raduno.....riuscimmo a
    trovare il posto alla prima. L'accoglienza fu ...che
    dire....incredibile. Quando videro poi che eravamo italiani...furono
    entusiasti. Ci diedero un posto per dormire la prima notte all'asciutto
    senza dover montare le tende, un pasto tipico...con wurstel e patate,
    parecchie birre e noi d'altro canto aiutammo con gli ultimi
    preparativi. I miei contatti sarebbero arrivati solo il venerdì sera e
    il sabato sera, ma non ci sentivamo assolutamente lasciati in disparte
    da nessuno. Veramente gratificante dopo un viaggio di 2020 km.

    4-5-6 agosto 2006
    25° anniversario Guzzi Klub Denmark

    Venerdì 4 Agosto
    Giro turistico 140 km circa


    Al
    risveglio l'umidità ci entrò nelle ossa.....mamma mia un umido che non
    ci si stava.....e il caffè non fu certo un accomodante....non per
    essere viziati...ma non c'è niente di meglio del caffè italiano....e
    non si riesce a bere purtroppo da nessuna parte se non in Italia. Ma
    per lo meno ci rinfrancò la compagnia dei danesi.....per non disturbare
    oltremodo i preparativi decidemmo di andare a fare un tour del luogo.
    Prima però ci accingemmo a montare le nostre tende. Rimanemmo un po'
    delusi dal fatto che il campo era pieno di merde di qualche strano
    animale della foresta, delusione che si dissolse quando ci avvisarono,
    per fortuna per tempo, che avevamo scelto l'area chiamata "per
    emergenza".....bhe si sa che chi prima arriva meglio alloggia!!!
    Indirizzati da uno degli organizzatori ci dirigemmo verso l'area
    assegnata agli ospiti. Un enorme campo con erba tagliata da poco,
    soffice, ideale per sdraiarsi a riposare. Montare le tende fu un gioco
    da ragazzi, indovinando la loro giusta locazione: due punte di abete
    proiettavano dopo le nove passate due belle ombre, l'ideale per
    riposare in tenda senza patire troppo il caldo. Finito di montare il
    campo , salimmo sui nostri muli. Il tempo era nuvoloso, ma per il
    momento non pioveva. Dopo una lunga tappa interland seguendo la "via
    della Margherita" ( strada turistica consigliata dalle guide) ci
    fermammo a visitare vicino Hobro un tipico villaggio vichingo
    ricostruito usando le tecniche dell'epoca vikinga: sterco di mucca e
    fango. I veri vikinghi sembravamo noi: barba incolta, capelli lunghi,
    coperti dai nostri colori, avrebbero potuto assumerci come animatori
    per turisti. La visita al villaggio fu breve , ma interessante. Dato
    che il tempo si era sostanzialmente rimesso e cominciava a fare caldo,
    decidemmo di andare a visitare ad Aarhus un altra ricostruzione di
    villaggio un poco più recente. Datata circa 1800-1850, con personaggi
    vestiti coi costumi dell'epoca, ricostruzioni dettagliate delle
    abitazioni e degli esercizi....il tutto contornato dalla classica fauna
    femminile locale. Porc.....se lo sapesse la Sara mi
    ucciderebbe......c'era da rifarsi gli occhi....Mentre Joker visitava le
    case , io ero preso da ben altro...anche se certo valida è la regola,
    del guardare , ma non toccare....e pensare che i parenti e gli amici mi
    avevano avvisato di stare attento......una difficile tentazione, alla
    quale nonostante tutto sono riuscito a resistere... Tornammo belli
    rilassati verso il raduno, e chiaramente ci prendemmo l'acqua...io
    fiducioso del tempo non avevo portato con me la tuta stavolta. Arrivai
    completamente molle. All'arrivo al campo notammo con piacere che altri
    ospiti erano arrivati, e parlavano con toni alti e gesticolando
    notevolmente, non potevano che essere italiani. Un gruppo di ragazzi ci
    accolse a "braccia aperte", erano del Guzzi Club Mandello e avevano in
    programma di farsi un tour dei raduni europei, Danimarca, Belgio ,
    Svizzera.....quasi quasi mi trasferisco a Mandello, sicuramente
    l'assistenza meccanica è migliore!!!..... Una bella cena...dico
    bella...buona insomma... (pasta al sugo) tutti in compagnia....ci svelò
    che molti di più erano gli italiani, 8 del Guzzi Club Mandello, 15
    delle Aquile delle Alpi, un paio di ragazzi con V10 e Kawasaki da
    Verona...io e Joker...un bel numero, poi i danesi, gli olandesi, i
    tedeschi con le loro Guzzi irriconoscibili e trasformate
    all'inverosimile, gli svedesi, i norvegesi, un paio di
    francesi......indovinate chi avrebbe vinto il premio di chi arriva da
    più lontano???? evvaii!!!...il vino...italiano...e la birra a fiumi. Il
    gruppo dei musicisti era talmente supportato dalla curva italiana che
    ci hanno a loro volta premiato con un demo di loro produzione......e la
    birra continuava a scorrere e il sottoscritto a
    scivolare......scivolare...scivolare....

    Sabato 5 Agosto 2006
    Giro turistico & spedizione aeroportuale A/R 250 km circa


    ....il
    risveglio del guerriero è stato tutta una risata....per gli altri, io
    ero bombardato da un dolore alla testa del doposbornia massacrante,
    avevo dormito vestito: primo per il freddo, secondo per l'incapacità a
    svestirmi la notte precedente. L'accampamento durante la notte era
    cresciuto e già la mattina presto la gente riscaldava i propri motori
    essendo, per questo, mandati a quel paese dalla maggior parte, ma era
    peggio della torre di Babele.....non ci si capiva una sega!! Al
    risveglio Joker , già pronto, si faceva delle grasse risate vedendo
    quanto ero sconvolto, e con lui in coro i 2 di Verona...nostri vicini
    di tenda. Fatta una buona colazione e lavati con cura siamo andati
    all'esplorazione dei dintorni. La visita della vicina cittadina di
    Silkeborg ha fatto in modo che potessimo apprezzare la perfezione dei
    danesi, nella guida, nella pulizia...sembrava di essere nel fantastico
    mondo del Mulino Bianco....e noi con la faccia da Taralluccio eravamo
    estasiati anche dalle fihone bionde che ci circondavano. Con la bava
    alla bocca ho lasciato la mia compagnia, da lì a poco sarebbe arrivato
    un volo da Copenhagen con a bordo la mia bella e affaticata Sara...per
    questo ho ripiegato verso Aarhus. L'aeroporto distava circa 40km più a
    est.
    La Sarina è arrivata in perfetto orario ( voli danesi) e con tutto il bagaglio ( voli danesi).
    Stanchi
    e affamati siamo tornati appena in tempo per mangiare al raduno dove
    aspettava di fare la mia conoscenza MAX...il grande Max, di padre
    bergamasco e un buffo accento italiano. La parte più dura del sabato è
    stata sostanzialmente la scarica di frecciatine che mi arrivavano per
    il fatto che la Sara era presente....il tutto circondata dalla grande
    figura di merda del sottoscritto: .....ora.....conoscevo via mail un
    certO Dorte Petermuss, unO degli organizzatori del Guzzi Klub Denmark,
    ci eravamo scritti interminabili e-mail, perchè sua figlia era venuta a
    Firenze in gita con la scuola ed io l'avevo aiutata a trovare l'albergo
    , i ristoranti ecc ecc....inoltre si stava organizzando un viaggio a
    Firenze per il Ducati Klub Denmark con vari eventi. Per cui ero
    estremamente convinto che UN' insegnante di educazione fisica,
    allenatorE di una team di corse, e co-presidentE di un club
    motociclistico, dovesse essere un vikingo biondo di 2 metri di altezza
    e altrettanto di spessore. Non vedevo l'ora di conoscerlO e già mi
    aspettavo di vedermelO arrivare a braccia aperte. Invece al suo posto è
    arrivata una bella signora 48 enne, bionda, alta...che non dimostrava
    assolutamente quell'età....pensavo fosse la moglie....e sinceramente
    l'ho considerata col giusto peso....splash.... sono quasi affondato tra
    la vergogna.... Appena ripreso hanno letto il mio nome al microfono e
    mi hanno fatto salire sul palco di fronte a circa 600 persone, nel
    tendone da circo. Non era l'esibizione del clown ....era la premiazione
    per l'individuo, etichettato come guzzista, che arrivava da più
    lontano....circa 2020 km , sotto acqua, freddo, e dolori osso sacrali.
    La Sara non sapeva se ridere, piangere o semplicemente far finta di non
    conoscermi. Tra gli applausi della folla e la baldoria dei
    motociclisti, abbiamo deciso che per l'ora tarda e il sonno prorompente
    era meglio ripiegare verso la nostra tendina......e anche sul sabato
    calò il sipario.
    Il lungo ritorno
    Domenica 6 Agosto 2006
    Kjellerup - Copenhagen (Rungsted) km 335 circa

    Lunedì 7 Agosto 2006 - Visita di Copenhagen

    CopenhagenAvevamo
    fatto a casina le prove di carico per la moto, e tutto era perfetto,
    anche se bella carica. La Sara non aveva però considerato le scarpe...
    e se qualche donna sta leggendo sa cosa intendo, d'altro canto,
    purtroppo, anche i mariti lo sanno. Smontata la tenda e lasciata
    asciugare al sole, il tempo di preparare il bagaglio e tutto attorno a
    noi era già cambiato, molti erano già partiti, gli italiani passarono a
    salutarmi. I ragazzi di Mandello proseguivano per il raduno in Belgio e
    a loro s'era aggregato anche Joker. I ragazzi di Verona si mettevano in
    viaggio per tornare a casa, il lavoro li attendeva. Il gruppo delle
    Aquile delle Alpi, già stava scaldando i motori e controllando i
    bagagli. Un senso di tristezza mi pervase per un attimo: avevo
    conosciuto proprio della bella gente, chi un po' esuberante, chi troppo
    silenzioso, ma sostanzialmente dei bravi ragazzi e tutto stava finendo
    troppo velocemente. Ma durò poco, il mio viaggio con la Sara sarebbe
    cominciato da lì a poco. Quella sera eravamo infatti ospiti a Rungsted,
    vicino Copenhagen da Dorte... la Dortina come la chiamavamo noi ancora
    scossi per il fatto dello scambio logico di persona. Max mi raggiunse
    portandomi una birra tipica, che conservo ancora, e aspetterò che
    qualcuno mi venga a trovare a Firenze, per stapparla.....( se non mi
    esplode prima).

    Ci
    mettemmo in viaggio e fu abbastanza tranquillo, permettendoci anche di
    concederci, nonostante tutto una sosta ad Odessa per visitare la casa
    di Andersen. Oltrettutto sull'autostrada ci fu un incidente....per
    curiosità cronometrai il tempo che ci mettevano ad arrivare i soccorsi,
    e il tempo in cui sarebbero state riaperte le corsie al traffico ( una
    macchina aveva fatto testacoda e l'altra era ribaltata): 24 minuti e 38
    secondi. Beh come da noi direi...ora più ora meno.

    Un
    consiglio: quando viaggiate carichi e soprattuto su moto, affrontate i
    ponti ad una velocità non superiore ai 50 orari......e comunque non
    basta per evitare di massacrarvi: il ponte lungo , quello nuovo è stato
    a dir poco terribile!!!......20 km di ponte con il vento che sfrecciava
    trasversale a 75-90 km orari ....velocità di crociera 45/50 km orari
    pendenza moto circa 60/45°. Un'esperienza che non dimenticherò molto
    facilmente.
    Arrivati non poco stanchi notai la faccia della Sara
    cambiare colore.....infatti eravamo ospiti nella casa di Dorte (
    bellissima donna) e le 2 figlie ( porc!!!) ...più o meno dell'età in
    cui uno dice....." se me le lascio scappare sono buho". La Sara era
    blu....oltretutto la prima frase che disse la più grande fu: "
    accidenti allora non tutti i guzzisti sono vecchi, grassi, e
    brutti"......bhe io spero di non diventarlo mai.....!!!.

    L'ultima
    parte del viaggio sarà più leggera per tutti voi, racconterò solo le
    impressioni del viaggio , i luoghi visitati e se posso dei suggerimenti
    per dove stare e dove mangiare. Il giorno successivo abbiamo fatto i
    turisti, cambiando pelle...e adagiandola sulla sedia per riprenderla
    solo per viaggio. Copenhagen distava solo 20 minuti di treno da
    Rungsted. Una bella città anche se un po' fredda, non rispecchiante
    affatto la gente danese da noi conosciuta in quei giorni. O magari
    eravamo stati noi i fortunati. Persone cordiali hanno compensato la
    nostra ignoranza della lingua dandoci suggerimenti in un perfetto
    inglese.
    Un consiglio per la visita di Copenhagen: andate fino al
    canale principale, vecchio porto dela città e prendete il battello per
    la gita. Per una visita breve della città è più che soddisfacente.
    Attenzione solamente agli orari. Il pranzo è raro, spesso fanno solo
    una bella colazione. In caso vogliate mangiare pranzo alle 12/12:30 e
    cena dalle 18 alle 19:30 massimo. Evitate di cambiare i soldi in città
    , la commissione è molto alta, in un paesino è circa la metà. Meglio
    lasciare la moto fuori dal centro ed avvicinarvisi in mezzo pubblico.
    Oltretutto la Danimarca è cara, andate nei ristoranti solo se
    necessario ( non fate il nostro stesso errore). L'ultima sera da Dorte,
    abbiamo mangiato un tipico piatto danese di carne. Decisamente il modo
    migliore per farci sentire a nostro agio, anche perchè le imitazioni
    della nostra cucina in terra straniera sono orribili, con tutto
    l'impegno che possa essere messo. L'ultima sera una passeggiata in
    lungo mare era doverosa.....fino a quando c'era luce.....guardato
    l'orologio comunque suggerii che era tempo di andare a nannina. Ore
    23:30 e c'era ancora luce!!!

    Martedì 8 Agosto 2006
    Copenhagen (Rungsted) - Lubeck - Bremen 447km circa


    Salutammo
    Dorte sorridendo per aver ricevuto una così calorosa accoglienza e ci
    mettemmo in marcia verso la Germania, prima tappa Brema con sosta a
    Lubecca per il pranzo.
    Il sole ci accompagnava ormai sovrano, e
    speravamo che continuasse così per il resto del nostro viaggio ma era
    solo una vana speranza. Il paesaggio danese era magnifico: piccoli
    villaggi rurali, grandi staccionate che circondavano campi di grano
    interminabili, verdi prati, laghi e fiumi. Colline piacevoli e fresche
    radure. Siamo scesi fino al mare, da lì abbiamo preso il traghetto che
    assomigliava più ad una nave da crociera. Il nostro programma di
    pranzare a Lubecca ha subito una piccola variazione: dato che la
    traversata sarebbe durata 45 minuti, abbiamo ben pensato di mangiare
    qualcosa a bordo e finire le ultime corone rimasteci. Scesi dalla nave
    eravamo in compagnia con altri bikers svedesi, harleyisti degli Hells
    Angels...omoni enormi ma simpatici, e un gruppettino con kawasaky
    d'epoca, anche loro svedesi, coi quali abbiamo condiviso il viaggio
    fino a Lubecca. La fatica stava facendosi sentire per cui abbiamo
    sostato a Lubecca giusto il tempo per un caffè veloce ripiegando poi
    sotto nuvoloni minacciosi verso Brema.
    Nelle aree di sosta abbiamo
    avuto il nostro primo incontro con degli insettucci bastardi: le
    vespe......sarà che la Guzzi ora è della piaggio...per cui si sentivano
    attratte dal gemellaggio....ma eravano veramente delle bastarde....non
    c'è stato verso di allontanarle, per cui eravamo quasi sempre bardati
    di tutto punto e la sosta consisteva in una sigaretta veloce (
    indossando comunque sempre il casco ....per fortuna modulare) e una
    pisciatina .....almeno lì non ci seguivano.
    Arrivati a Brema...è
    stata una vera impresa trovare un albergo che avesse posto, siamo
    usciti dall'autostrada molto prima...sperando in una pensioncina in
    qualche paese...ma niente...alla fine stremati siamo entrati in un
    albergo in centro pretendendo che loro stessi ci aiutassero a trovare
    qualcosa....lasciando una lauta mancia....e la sistemazione era di gran
    lunga più soddisfacente di quella che potessimo sperare. Un alberghino
    3 stelle nella parte sud - est della città, molto curato, col garage
    privato e chiuso la notte, Euro 75 la camera doppia con bagno privato e
    prima colazione inclusa.....il meritato riposo non tardò molto.....

    Mercoledì 9 Agosto 2006
    Brema - Amsterdam 360 km circa

    Giovedì 10 Agosto 2006
    visita della città

    Venerdì 11 Agosto 2006

    L'italiano ad Amsterdam: perdizione e strafottio

    La
    mattina seguente pioveva, non c'è niente di meglio di mettersi in
    viaggio con la pioggia: almeno hai la speranza che vada a
    migliorare....e se non è così non rimani deluso.....viaggio all'ammollo
    e basta. La Sara, che ancora non mi ha mollato, era il primo viaggio
    lungo in moto che si faceva, ed è andato meglio del previsto nonostante
    tutto....considerando che veniva giù che Dio la mandava.Chiaramente le
    vespe nelle aree di servizio sembravano immuni alla pioggia, e
    continuavano a rompere i coglioni....solo a noi....probabilmente
    avevamo un che di dolce addosso che le attirava.....

    Il
    viaggio fu nonostante tutto gradevole, il paesaggio cambiava di volta
    in volta e prima di arrivare in Olanda notammo con piacere che non
    tutti i mulini al vento erano stati distrutti. Sarebbe stato come per
    un turista arrivare in Italia e non poter mangiare una buona
    pizza.....o bere un ottimo caffè....una delusione abbastanza grossa.
    Consiglio pratico: quando andate ad Amsterdam , prenotate prima. Noi
    non lo abbiamo fatto e ne abbiamo dovuto pagare le conseguenze: l'unico
    albergo che avesse disponibile un garage, peraltro a pagamento era una
    casa degli orrori. Hotel Arena:ex orfanotrofio e monumento cittadino,
    divenuto negli anni del dopoguerra ospedale militare e poi ostello. Nel
    1985 era diventato albergo 3 stelle.
    L'entrata era alla'apparenza
    quella di un albergo ultramoderno, ma tetro, in stile abbastanza
    discutibile. Grandi tende blu scendevano dal soffitto, oscurando ogni
    possibile luce, poltrone nere nella hall sovrastate da lampade orribili
    e inquietanti...ma ancora non era niente!!!... Grandi scale di ferro e
    pietra serena davano accesso alle camere: per passare da un'ala
    all'altra c'erano porte bianche apribili con la scheda magnetica della
    stanza. Le porte sembravano quelle di un manicomio. Doppi vetri
    laterali e l'apertura centrale con vetro reticolato. Le camere spoglie
    con soffitti alti non meno di 5 metri e pareti in cartongesso per
    sentire bene il respiro del vicino di stanza. Armadi di ferro.

    Credo
    che l'Hotel abbia influenzato la nostra vacanza ad Amsterdam, facendola
    apprezzare solo per un verso: quello dello strafarsi... e della
    perdizione... l'ultima sera ho perso la cognizione del tempo dopo le
    ore 21:00... tanto per chiarire... e non aggiungere altro. A parte
    tutto abbiamo anche fatto i turisti: cara assaettata ma ricca di musei:
    Van Gogh, il Rijkmuseum con le opere di Rembrandt, Il museo di Storia,
    la casa di Anna Frank,ecc ecc... e poi ancora il migliore fra tutti: il
    museo dell'Heineken nel quale per 10 euro, ci siamo scolati 3 birre con
    regalino omaggio... tanto per ribadire il ruolo del mio amato fegato!!!
    Ristorante da raccomandare a chiunque abbia voglia di gustarsi la
    tipica cucina olandese: Moders (Madri in olandese). Notevole
    l'accoglienza, caloroso e familiare l'ambiente, ottima la cucina e le
    bevande. Giusto anche il prezzo....una cena completa....30 euro a
    testa...difatti eravamo gli unici italiani.
    Prima di ripartire
    alleggerimmo la moto, dando un po' del bagaglio in eccesso a mia madre,
    anche a lei ad Amsterdam con delle colleghe di lavoro....ora sì che era
    riposante!!!!
    Sabato 12 Agosto 2006

    Amsterdam - Stasburgo 615 km circa
    Domenica 13 Agosto 2006
    visita della città

    Lunedi 14 Agosto 2006
    visita della città


    Avevo fatto male
    i calcoli, l'idea di passare da Brugge, Lussemburgo e ripiegare verso
    Strasburgo era improponibile alla Sara, dopo esserci fermati una notte
    extra ad Amsterdam: si sarebbero trattati di 900 e passa Km in un solo
    giorno. Per cui l'unica soluzione rimaneva quella di saltare una delle
    nostre tappe seppur a malincuore. Il problema di fare un viaggio del
    genere da soli , rimane sempre quello dell'incognita sfiga. Se
    succedesse qualcosa, dal guasto a qualcosa di peggio, non puoi fare
    affidamento sull'aiuto di nessuno. Senza contare che il 17 dovevo
    assolutamente essere a lavoro a Firenze. Per cui dovevamo viaggiare con
    la migliore condizione psicofisica. Partimmo da Amsterdam sotto l'acqua
    ancora una volta...trovare la strada era abbastanza semplice...con le
    indicazioni scaricate da www.viamichelin.it . Questa volta avevamo
    prenotato l'albergo a Strasburgo dallo stesso sito , per non trovarci
    la stessa sorpresa di Amstedam. Strasburgo è una città a dir poco
    magnifica, la gente è favolosa, un po' tedesca, un po' francese,
    ospitale, sorridente e disponibile. L'albergo dove eravamo ospiti era
    al centro della città : un accogliente 2 stelle, con camere da far
    invidia ad un 4 stelle, ed io che lavoro in albergo so bene
    riconoscerne la differenza. Hotel Kleber ( www.hotel-kleber.com ) a due
    passi dalla cattedrale. Tra l'altro abbiamo avuto la fortuna di
    soggiornare a Strasburgo nel bel mezzo del festival degli attori da
    strada. Per cui uno spettacolo ogni pomeriggio e sera. Il concierge
    dell'Hotel ci ha consigliato già la prima sera un ristorantino tipico,
    da noi provato per più di una volta tanto era calda l'atmosfera e buono
    il cibo: Chez Yvonne. Ci siamo ripromessi di tornarci, è stato il
    soggiorno più bello di tutto il nostro viaggio europeo (raduno a parte).



    Martedì 15 Agosto 2006
    ......il rientro tutto d'un fiato 845 km circa


    Una
    bella fracassata, ma il fatto che non piovesse era decisamente
    positivo. E ci ha permesso di goderci il paesaggio più rilassati
    possibile. Siamo partiti di buon'ora passando da Colmar, poco distante,
    per un caffè. altra "città degli elfi" per la perfezione delle strade e
    la particolarità delle case.

    Poi,
    seguendo il percorso scaricato da internet ( Autovelox segnalati!!!)
    siamo arrivati piano piano in Svizzera. Alla dogana manco un controllo
    e mi sono morso le labbra pensando a quanti calumet della pace avrei
    potuto portarmi da Amsterdam, da poter ben condividere assieme alla
    Grolla del nostro raduno a Settembre con tutti gli ospiti. Una breve
    sosta a Luzern per il pranzo e infine in men che non si dica siamo
    arrivati al confine italiano dopo il tremendo traforo del San
    Gottardo... avrei preferito farmi il passo... ma indovinate un po'??
    Iniziava a piovigginare...


    Arrivati
    in terra nostrana 2 erano le alternative: passare da Mandello per
    baciare il suolo di fronte a Santa Madre Guzzi oppure proseguire della
    serie "tutta una tirata" fino a Firenze. La poca stanchezza e la voglia
    di mangiare un buon piatto di spaghetti ci ha portato a prendere la
    seconda decisione. non che a Mandello si mangi male, tutt'altro... mma
    la vicinanza a casa ci ispirava di più...tra l'altro mancavano almeno
    altre 2 ore all'ora di cena classica italiana. Nei pressi di Parma gli
    stomaci brontolavano per cui , usciti dall'autostrada e aperti i nostri
    caschi modulari siamo andati a naso alla ricerca di un posticino dove
    sfamarci. Detto fatto ... abbiamo trovato un ristorantino economico ,
    dove incredibile da dirsi e da proporsi abbiamo chiesto uno spaghettino
    allo scoglio in porzione vassoiale da 4... tanto avevamo bisogno di
    PASTA. ( Trattoria Pinocchio "da Beppe" ). L' arrivo a Firenze dopo
    circa 850 km è stato delirante... quasi un miraggio. Spenta Heaven,
    levato il bagaglio e male adagiato in casa, tolto l'abbigliamento da
    moto, siamo caduti di sasso nel letto e abbiamo dormito fino al
    pomeriggio del giorno seguente
    ...a voi anche è concesso... o ai
    pochi rimasti il meritato riposo dopo questo "breve" resoconto ,
    sperando che vi sia piaciuto, per consigli più dettagliati sapete dove
    trovarmi.......ora taccio perchè mi fumano le mani.......sul nostro
    sito pubblicherò a breve qualche foto solo del viaggio ahimè perchè la
    macchina fotografica ha fatto le bizze per il raduno ( o ero io troppo
    brillo????)

      La data/ora di oggi è Lun Dic 17, 2018 7:30 pm